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DIPENDENZA SESSUALE E METACOGNIZIONE
SEXUAL ADDICTION AND METACOGNITION

Emiliano Lambiase & Tonino Cantelmi

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Riassunto: Questo contributo intende analizzare il rapporto tra la dipendenza sessuale  ed  il  funzionamento  metacognitivo,  sia  dal  punto  di  vista  esplicativo  della patogenesi del disturbo che da quello descrittivo dei processi cognitivi correlati.
In linea con le ipotesi di Caretti e coll. (Caretti, Di Cesare, 2005; Caretti et al., 2005; Caretti, 2008) riteniamo che i malfunzionamenti centrali alla base della dipendenza sessuale siano l’alessitimia, la dissociazione e la disregolazione emotiva. Tra questi, però, a nostro avviso, non è possibile definire a priori, in modo univoco, quale sia il più centrale o il primo nel percorso di sviluppo della patologia, e quali quelli che da quest’ultimo dipendono. Piuttosto, la situazione può variare da paziente a paziente dando origine a modalità diverse di espressione della dipendenza sessuale.

Parole  chiave:  dipendenza  sessuale,  metacognizione,  alessitimia,  dissociazione, regolazione emotiva, ipersessualità.

Summary: This article is meant to analyse the relationship between sexual addiction and metacognitive functioning, considering on one hand the explanation of its pathogenesis and on the other hand the description of the related cognitive processes.
In line with the hypotheses of Caretti and coll. (Caretti, Di Cesare, 2005; Caretti et al., 2005; Caretti, 2008), we believe that the specific malfunctions involved in sexual  addiction  are  those  of  alexithymia,  dissociation  and  emotional  disregulation. However, we will discuss that in our view it is not possible to univocally define a priori which of these malfunctions is the most central, or the first to determine the development of this pathology or which other malfunctions would depend on it.
The situation would rather vary from patient to patient, producing different expression modalities of sexual addiction.

Key  words:  sexual  addiction,  metacognition,  alexithymia,  dissociation,  emotion
regulation, hypersexuality.

LINK all’articolo

Sexual Addiction & Metacognition, Poster presentato al 2011 SASH National Conference dal titolo “Creating a Culture of Healthy Sexuality: Sex Addiction, Treatment and Trauma”, San Diego, CA.

 

Già qualche mese prima che uscisse nelle sale cinematografiche Shame, una storia di dipendenza sessuale, sono iniziate ad arrivare richieste di interviste. Come spesso succede, di alcuni problemi se ne parla solo quando le informazioni fanno anche “notizia”. In tutto questo, si dimentica la storia di tale disturbo, ma anche questo è un classico.

Non si fa caso nemmeno al fatto che molte informazioni sull’argomento (libri, articoli, dichiarazioni) sono la copia (a volte letterale) di altre precedenti. Ma, ormai, nella cultura di Internet e dei motori di ricerca, contano i risultati più recenti o i più frequenti, e non i primi o i più rilevanti. Sei il più rilevante se sei il più frequente, sei il primo se sei il più recente. E anche questa, di storia, viene trascurata.

Allora, per compensare questa lacuna, a tutte le persone che hanno visto o che vogliono vedere Shame consiglio di leggere qualcosa sulla dipendenza sessuale, altrimenti del film – e del problema del quale vorrebbe parlare – non si capisce molto. Meglio, quindi, se la lettura avviene prima!

Di seguito ecco un elenco di tutte le pubblicazioni valide uscite fino ad ora in Italia sulla dipendenza sessuale, suddivise in divulgative e scientifiche. Se pensate ne manchi qualcuna fatemi sapere …

Pubblicazioni divulgative (in ordine cronologico, così facciamo anche un po’ di storia)

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Pubblicazioni scientifiche (sempre in ordine alfabetico)

  • Lambiase, E. (2001). La dipendenza sessuale. Modelli clinici e proposte di intervento terapeutico. Roma: LAS.
  • Lambiase, E. (2001). Un disagio tutto da studiare. La dipendenza sessuale: definizione e diagnosi. Attualità in Logoterapia, 1, 95-109.
  • Lambiase, E. & Cantelmi, T. (2003). Quando il sesso diventa patologico. Definizione e classificazione diagnostica della dipendenza sessuale. Giornale italiano di psicopatologia, 9, 1, supplemento, 20.
  • Cantelmi, T., Lambiase, E. & Sessa, A. (2004). Le dipendenze comportamentali. Psicobiettivo, 24, 2, 13-28.
  • Cantelmi, T., Lambiase, E. & Sessa, A. (2005). Quando il sesso fa male. La dipendenza sessuale. In V. Caretti e D. La Barbera (a cura di), Le dipendenze patologiche. Clinica e psicopatologia, (pp. 167-186). Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • La Barbera, D., Caretti, V., La Bua, M. & Lambiase E. (2005). Compulsività sessuale: un inquadramento diagnostico, clinico e psicodinamico delle dipendenze sessuali. In A. Goodman, La dipendenza sessuale. Un approccio integrato, Roma: Astrolabio.
  • Goodman A. (2005). La dipendenza sessuale. Un approccio integrato, Roma: Astrolabio.
  • Cantelmi, T. & Lambiase, E. (2006). La dipendenza da cybersesso. Dall’uso ricreativo a quello patologico delle attività sessuali online. Psicotech, 4, 4, 7-28.
  • Avenia, F. & Pistuddi, A. (2007), Manuale sulla sexual addiction. Definizioni, diagnosi, interventi, Milano: Franco Angeli
  • Cantelmi, T. & Lambiase, E. (2007). Legame affettivo e comportamento sessuale. Come lo stile di attaccamento influenza il comportamento sessuale. Psicoterapia e Scienze Umane, 41, 2, 205-228.
  • Lambiase, E. (2008). Cybersex, chatsex e cyberporn addiction. Giornale Italiano di Psicopatologia, 14, 1, supplemento, 192.
  • Lambiase, E. (2009), La dipendenza sessuale. Nuovi modelli clinici e proposte di intervento terapeutico. Roma: LAS.
  • Cantelmi, T. & Lambiase, E. (2010). Le dipendenze comportamentali: descrizione e concettualizzazione. Mente e Cura, 1, 1-2, 49-68.
  • Cantelmi, T, Lambiase, E. (2011). La dipendenza da cybersesso. In Mugnaini, D., Cantelmi, T., Lambiase, E. & Lassi, S. (a cura di), Erosi dai media. Le trappole dell’ipersessualizzazione moderna, Milano: San Paolo.
  • Lambiase, E. & Cantelmi, T. (2011), Un caso di dipendenza sessuale: vantaggi di un’analisi condotta in termini di sistemi motivazionali e di sottofunzioni metacognitive. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 17, 1, 99-118.
  • Lambiase, E. (2011). Donne e cybersesso. In Cantelmi T. & Grappone N. (a cura di). Donne che osano troppo (pp. 209-226). Roma: Magi.
  • Lambiase, E. (2011). Prostituzione e pornografia per donne. In Cantelmi T. & Grappone N. (a cura di). Donne che osano troppo (pp. 65-98). Roma: Magi.
  • Mugnaini, D., Cantelmi, T., Lambiase, E. & Lassi, S. (a cura di) (2011), Erosi dai media. Le trappole dell’ipersessualizzazione moderna. San Paolo, Milano.
  • Lambiase, E. & Cantelmi, T. (2012), Dipendenza sessuale e metacognizione. Rivista di sessuologia clinica (articolo approvato ed in attesa di pubblicazione).

DONNE CHE OSANO TROPPO
Pratiche sessuali estreme e nuove tendenze dell’eros al femminile

Tonino Cantelmi, Noemi Grappone

PREZZO: 20,00
PAGINE: 288
FORMATO: 14,5×21
ISBN: 9788874870721
ANNO: 2011
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Come costruire un’identità stabile e non ambigua e dare vita a relazioni solide, nonostante tanti mascheramenti della fragilità e uno stato di ansietà permanente della donna del terzo millennio, è il vero tema di questo volume.
Dalla lupa cattiva all’avventuriera senza scrupoli: il libro presenta, in parallelo alla rassegna dei comportamenti sessuali atipici delle donne, un’attenta analisi psicologica del fenomeno. L’interesse per il tema della «perversione» sessuale pone la riflessione su uno degli aspetti fondanti della personalità, ossia sulla sessualità, con le sue premesse biologiche, etologiche, antropologiche, religiose e psicologiche.
Il trend culturale recente impone che ogni comportamento che rientri nella categoria «sesso», compresi i più bizzarri e rischiosi, sia forzatamente considerato giustificato dalla libera scelta del singolo, nel timore che chi esprime posizioni diverse possa essere tacciato di nostalgia per un’epoca oscurantista e proibizionista. In realtà, questo clima apparentemente politically correct ha indotto i benpensanti a denigrare un sapere scientifico che indaga e diffonde la conoscenza di alcune manifestazioni che possono essere segno di grave disagio non solo per chi ne è portatore, ma anche per chi partecipa alla sua trama relazionale e a volte per chi, involontariamente, ne subisce le conseguenze.

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INDICE
  • I. DONNE CHE OSANO TROPPO: QUATTRO PIACERI E UN RACCONTO (Monica Maggi)
  • II. LA PEDOFILIA FEMMINILE (Tonino Cantelmi, Noemi Grappone)
  • III. PROSTITUZIONE E PORNOGRAFIA PER DONNE (Emiliano Lambiase)
  • IV. DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA ALLA COMPIACENZA SESSUALE (Michela Pensavalli)
  • V. PARAFILIE AL FEMMINILE (Tonino Cantelmi, Noemi Grappone)
  • VI. PRATICHE SESSUALI ESTREME E NUOVE TENDENZE (Tonino Cantelmi, Noemi Grappone)
  • VII. PRATICHE SESSUALI ESTREME E OMOSESSUALITÀ FEMMINILE (Tonino Cantelmi, Noemi Grappone, Emiliano Lambiase)
  • VIII DONNE E CYBERSESSO (Emiliano Lambiase)
  • IX L’APPROCCIO COGNITIVO INTERPERSONALE (Tonino Cantelmi, Noemi Grappone, Emiliano Lambiase)

Clamorosa sentenza per la Psicologia: Il pensiero è libero ma non l’esercizio di una professione!

Fonte: OPL

Ricordate la battaglia legale intentata contro OPL? (Leggi qui la cronistoria aggiornata dei fatti). Bene, OPL ha vinto il ricorso con la sentenza 10289/2011.

Ecco due passi della sentenza:

“Sarebbe davvero grave se si insegansse ai terzi l’uso degli strumenti conoscitivi, in un ambito professionale come quello riservato allo Psicologo che richiede, se possibile, una sensibilità ancora maggiore, trattandosi della personalità di ciascun individuo e la necessità di un lavoro di ristrutturazione dell’intimo e di riorganizzazione del sistema cognitivo-emotivo”.

E ancora:

“deve convenirsi con la difesa del resistente che l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione, ciò che la legge e il codice deontologico (art. 9) tutelano direttamente prescrivendo comportamenti attivi per impedirlo.

Per capire in profondità cosa è successo e cosa da oggi cambierà nel panorama della Psicologia, leggi qui, punto per punto, la sentenza commentata dal Presidente OPL.

Qui trovi l’articolo completo sull’intera vicenda scritto dal Presidente OPL.

Qui trovi il testo integrale della sentenza

Modelli per la Mente – Anno IV – n.1/2011
Modelli per la mentePsicoterapia cognitiva interpersonale: origini e prospettive
Modelli per la Mente è la rivista ufficiale della Scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo
Interpersonale SCINT e dell’istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale ITCI.
La parte monografica è dedicata alla COGNITIVISMO INTERPERSONALE. il numero si apre
con l’editoriale del Prof. Tonino Cantelmi: “Psicoterapia cognitiva interpersonale: origini e prospettive”

Numero dedicato al COGNITIVISMO INTERPERSONALE

Editoriale

Psicoterapia cognitiva interpersonale: origini e prospettive

di Tonino Cantelmi

Il Cognitivismo Interpersonale è una realtà. Lo testimonia la nascita, nel 2010, dell’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di Roma (www.itci.it). Espressione di tale realtà è, oggi, la decisione di dedicare questa rivista scientifica allo sviluppo e alla divulgazione del nostro metodo psicoterapeutico, con la cura della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale (SCINT www.cognitivointerpersonale.it), autorizzata dal MIUR già dal 2008. Il Cognitivismo Interpersonale è un’avventura in corso. Lo testimoniano le tante pubblicazioni scientifiche e i lavori di ricerca che ex allievi, colleghi, docenti e terapeuti hanno messo in campo: il modello è già, ma non ancora. È già, perché il riferimento a Guidano e l’integrazione della Benjamin costituiscono un saldo e completo punto di partenza.

Non ancora, perché la vivacità della ricerca e il fiorire di contributi aprono nuove piste ricche di novità interessanti. Il Cognitivismo Interpersonale è una speranza. Lo testimoniano i tanti terapeuti che nella loro prassi si ispirano al nostro approccio e i loro sempre più numerosi pazienti e lo conferma il proliferare di Centri Clinici che si ispirano al Cognitivismo Interpersonale. Il Cognitivismo Interpersonale è dunque realtà e futuro. Ove si riprende e rilancia l’originalità del contributo del post razionalismo di Guidano, arricchendolo con l’integrazione del modello Interpersonale e si apre a spunti nuovi e di estremo interesse, con la finalità di essere il momento di sintesi più attuale e completo del Cognitivismo Interpersonale in Italia.

Articoli Monografici

Dal post razionalismo al cognitivismo interpersonale

Maria Beatrice Toro 1, Maria Concetta Ascrizzi 2, Tonino Cantelmi 3

1 Psicologa, Psicoterapeuta, Direttore Didattico SCINT, Coordinatore ITCI
2 Psicologa, SCINT, ITCI
3 Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico SCINT, Presidente ITCI

Riassunto

Sono descritti il pensiero e il modello teorico di riferimento di Vittorio Guidano, soprattutto la sua concezione dell’individuo e gli ulteriori sviluppi che ne conseguono; si propone, poi, una riflessione sulla teoria di John Bowlby entro una lettura bidimensionale dell’attaccamento. Vengono prese considerazione le Organizzazioni di significato personale e le corrispettive dimensioni psicologiche del Sé, ossia la inwardness/outwardnesse la field-dependence/field-independence. Nel tentativo di spostarci da una visione centrata prevalentemente sul Sé al cognitivismo interpersonale è stata fornita una nuova concezione dell’individuo e della psicoterapia, rispettando il senso del pensiero di Vittorio Guidano.

Parole chiave: cognitivismo, costruttivismo post razionalista, organizzazione di significato personale, attaccamento,cognitivismo interpersonale, autostima.

Leggi tutto l’articolo: Dal post razionalismo al cognitivismo interpersonale

La tecnica dell’Auto-Osservazione Strategica secondo il modello Cognitivo-Interpersonale

Emiliano Lambiase1, Maria Beatrice Toro2, Michela Pensavalli3, Tonino Cantelmi4

1 Psicologo, Psicoterapeuta, Coordinatore ITCI
2 Psicologa, Psicoterapeuta, Direttore Didattico SCINT, Coordinatore ITCI
3 Psicologa, Psicoterapeuta, Coordinatore didattico SCINT, Coordinatore ITCI
4 Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico SCINT, Presidente ITCI

Riassunto

In questo articolo descriviamo una tecnica, chiamata Auto Osservazione Strategicam il cui scopo è di aumentare la consapevolezza. La centralità della dimensione interpersonale e del ruolo che essa ricopre nella formazione della personalità conduce il nostro approccio ad andare al di là di una valutazione centrata esclusivamente sulla coerenza all’interno della mente, arrivando a concentrarci specificatamente sulla relazione tra sé e gli altri, tra il paziente e il terapeuta. Questa tecnica è stata concepita in accordo con l’integrazione concepita all’interno del modello Cognitivo-Interpersonale, il cui nucleo teorico è composto dal post-razionalismo di V. Guidano e dall’Analisi Strutturale del Comportamento Interpersonale di L.S. Benjamin. Nel modello Cognitivo-Interpersonale l’Auto Osservazione Strategica si basa sulla tecnica della “moviola”, elaborata da V. Guidano, alla quale vengono aggiunti dei riferimenti specifici ai pattern interpersonali del paziente, grazie all’utilizzo del modello ASCI.

Parole chiave: autoconsapevolezza, cicli interpersonali, cognitivo interpersonale, relazione, moviola.

Leggi tutto l’articolo: La tecnica dell’Auto-Osservazione

La psicoterapia cognitivo interpersonale nel Disturbo di Panico

Tonino Cantelmi1, Maria Beatrice Toro2, Michela Pensavalli3

1 Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico SCINT, Presidente ITCI
2 Psicologa, Psicoterapeuta, Direttore Didattico SCINT, Coordinatore ITCI
3 Psicologa, Psicoterapeuta, Coordinatore Didattico SCINT, Coordinatore ITCI

Riassunto

Nel presente lavoro descriviamo la prassi clinica secondo l’approccio cognitivo interpersonale al trattamento del Disturbo di Panico. È questo un disturbo molto frequente nella popolazione generale e, negli ultimi decenni, si è osservato un notevole incremento dell’interesse verso la sua eziopatogenesi e cura. L’approccio cognitivo interpersonale legge lo scompenso fobico come l’espressione di tensione non riconosciuta e non collegata alle caratteristiche interiori e agli eventi emotigeni alla persona immediatamente prima dello scompenso.Nel presente articolo viene collegato lo scompenso fobico all’organizzazione di significato fobica, incentrata su un’oscillazione emotiva prevalente (tra paura e curiosità) e su una semantica del tipo controllo-perdita di controllo, forzadebolezza, sicurezza-pericolo.

Parole chiave: tecnica psicoterapeutica, cognitivismo post razionalista, terapia interpersonale, psicoterapia cognitivo interpersonale, auto osservazione strategica, organizzazione di significato fobica.

Leggi tutto l’articolo: La psicoterapia cognitivo interpersonale nel Disturbo di Panico

Il trattamento delle fobie specifichenell_infanzia: un caso clinico di ornitofobia

Maria Beatrice Toro1, Claudia Romani2, Tonino Cantelmi3

1 Psicologa, Psicoterapeuta, Direttore Didattico SCINT, Coordinatore ITCI
2 Dottore in Psicologia (Primo Ciclo), Collaboratore SCINT
3 Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico SCINT, Presidente ITCI

Riassunto

Ogni fase dello sviluppo del bambino è caratterizzata da paure.Tali paure possono essere “fisiologiche”, ma assumono un significato patologico e si tramutano in fobie specifiche se condizionano significativamente la vita e il comportamento del bambino per periodi di tempo prolungati. Nel seguente articolo illustreremo il caso clinico di un bambino che presenta una fobia specifica verso i piccioni. Il trattamento utilizzato è stato strutturato secondo un approccio cognitivo-comportamentale. Le tecniche impiegate sono state principalmente: l’esposizione graduale all’oggetto fobico tramite video e in vivo, la desensibilizzazione sistematica e lo shaping. Attraverso la STAI (State-Trait Anxiety Inventory) è stato inoltre possibile misurare il livello di ansia, sia di tratto che di stato, durante tutto il corso del trattamento (pre-trattamento, 2 mesi, 7 mesi,1 anno). Dai valori di tale scala è emerso che il punteggio dell’ansia di stato è diminuito del 50%; tale risultato è stato confermato anche dai resoconti verbali del paziente che sostiene di non sperimentare più una forte ansia di fronte all’oggetto fobico e di non attuare più comportamenti di evitamento e fuga.

Parole chiave: ornitofobia, fobia specifica, terapia cognitivo-comportamentale, ansia, evitamento e fuga, esposizione in vivo, STAI

Il trattamento delle fobie specifichenell’ infanzia un caso clinico di ornitofobia

INDICE DEL NUMERO COMPLETO

EDITORIALE

  • Tonino Cantelmi: Psicoterapia cognitiva interpersonale: origini e prospettive, 5

SEZIONE MONOGRAFICA: IL COGNITIVISMO INTERPERSONALE

  • M.B. Toro, M.C. Ascrizzi, T. Cantelmi: Dal post razionalismo al cognitivismo interpersonale, 7
  • E. Lambiase, M.B. Toro, M. Pensavalli, T. Cantelmi: La tecnica dell’Auto-Osservazione Strategica secondo il modello Cognitivo-Interpersonale, 13
  • T. Cantelmi, M.B. Toro, M. Pensavalli: La psicoterapia cognitivo interpersonale nel Disturbo di Panico, 31
  • M.B. Toro, C. Romani, T. Cantelmi:Il trattamento delle fobie specifiche nell’infanzia:un caso clinico di ornitofobia, 43

CONTRUBUTI ORIGINALI

  • S. Bruno, G. Castoro:L’asma bronchiale nella prima infanzia. Aspetti clinici e analisi delle possibili interferenze nella strutturazione del legame madre-bambino, 49
  • R. Menarini, V. Montefiori:Il sogno nel sogno. Una ricerca sulla rappresentazione filmica dei sogni, 71

NOTIZIE DA SCINT-ITCI

  • M. De Luca: Convegni annuali della scuola, 85
  • N. Grappone: Corso base in Psicologia Giuridica, 88
  • M. Pensavalli: Partecipazione al progetto europeo “Using New Media to prevent and combat against Media violence”, 89
  • C. Romani, M.B. Toro: Il nostro Work in progress sull’ADHD, 91

RUBRICHE

  • Libri e psiche Michela Pensavalli, 93
  • Cinema e psiche Pasquale Laselva, 94
  • Arte e psiche, Martina Aiello, 95
  • Web e psiche Maria Beatrice Toro, 96

Leggi QUI il testo completo!

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