Corsi MBSR e MBCT

Corsi di Mindfulness (MBSR e MBCT)
Programmi di 8 settimane basati sulla Mindfulness

Incontro di presentazione gratuito
27 aprile 2018

 

Il corso Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) è un programma di 8 settimane realizzato dal Dr. Jon Kabat-Zinn presso l’Università del Massachusetts e validato da circa 30 anni di ricerca scientifica.

Tale protocollo permette, attraverso una serie di esercizi, di imparare un nuovo modo di osservare sé stessi e il mondo intorno a sé. Aiuta e gestire lo stress, l’ansia e le preoccupazioni della vita quotidiana.

Il corso Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) è un programma di 8 settimane sviluppato a partire dal più famoso programma MBSR.

L’incontro della Terapia Cognitiva con la Mindfulness doterà i partecipanti degli strumenti necessari per conoscere i processi mentali che spesso caratterizzano la depressione così da sviluppare una nuova e più funzionale modalità di gestirli.

Mindfulness significa “essere in grado di portare attenzione diretta e non giudicante a ciò che stiamo facendo mentre lo stiamo facendo: essere cioè in grado di sintonizzarci su quanto accade nella nostra mente, nel nostro corpo e fuori di noi, momento dopo momento”.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la pratica della Mindfulness può: diminuire ansia e depressione, migliorare la qualità del sonno, ridurre lo stress, aumentare l’attenzione e la concentrazione.

Inoltre, grazie alla Mindfulness, possono essere migliorati alcuni atteggiamenti come il saper vivere e gustare il presente, accettare ciò che non si può cambiare, essere più consapevoli delle proprie scelte e delle proprie azioni, allentare il giudizio costante che influenza il nostro sguardo su noi stessi e sul mondo.

  • Durata: 8 incontri a cadenza settimanale di circa 2 ore
  • Date: dall’11 maggio 2018 al 29 giugno 2018, ogni venerdì.
  • Giornata intensiva: domenica 17 giugno 2018
  • Sede: Itci, via Livorno, 45 – Roma
  • Per informazioni e prenotazioni: dott.ssa Santina Calì – 3286590097 – santinacali@gmail.com
  • Conduzione: dott.ssa Santina Calì
  • Coordinatore: dott. Emiliano Lambiase

Locandina MBSR

Locandina MBCT

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La violenza di genere senza differenze di genere

Recentemente si sente spesso parlare di “violenza di genere” in vari ambiti e, generalmente, come se fossero sinonimi, in associazione alla violenza sulle donne; anche nelle Linee Guida Nazionali (art. 1 comma 16 L. 107/2015, “Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione”) si legge testualmente: «Anche la stessa questione della violenza sulle donne in quanto donne, la cosiddetta violenza di genere».

Insoddisfatto di tale associazione tra un termine generico e un significato tanto specifico, consapevole che frequentemente, in Italia, si tende a conferire ai vocaboli significati diversi rispetto alla letteratura internazionale, ho svolto una ricerca sull’uso dell’espressione “violenza di genere”, che ha prodotto, a mio avviso, interessanti risultati.

L’espressione “violenza di genere” – per quanto sono stato in grado di risalire indietro nel tempo – è stata inserita per la prima volta nella Declaration on the elimination of violence against women adottata dall’ONU nel 1993, dove è scritto: «For the purposes of this Declaration, the term “violence against women” means any act of gender-based violence that results in, or is likely to result in, physical, sexual or psychological harm or suffering to women, including threats of such acts, coercion or arbitrary deprivation of liberty, whether occurring in public or in private life»[1].

Nonostante la Dichiarazione inizi con l’affermazione «per gli scopi di questa dichiarazione», limitandone quindi il significato nel tempo e nello spazio, l’espressione “violenza di genere” ha iniziato ad essere associata con costanza alle violenze nei confronti delle donne.

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XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia

Oggi siamo stati al XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia e abbiamo parlato di dipendenza sessuale e da cybersesso, presentando anche le attività della comunità terapeutica Sisifo di prossima apertura.

Ampia affluenza, molto al di là delle aspettative, data la presenza di molti simposi in parallelo e l’orario un po’ scomodo.

Moderatore: Prof. Tonino Cantelmi
Relatori: prof. Arturo Bevilacqua, dott. Emiliano Lambiase, dott.ssa Michela Pensavalli.

Graditissima guest star a sorpresa, il prof. Daniele La Barbera.

 

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Mindfulness interpersonale

È fatta, e anche per quest’anno si è conclusa l’ultima docenza fuori Roma, a Catania, all’interno nel Corso di aggiornamento dal titolo “Temi di management sanitario”.

Ho parlato di mindfulness interpersonale o, meglio, delle caratteristiche e degli atteggiamenti interpersonali della mindfulness e di come questi possono aiutare il medico nel suo lavoro professionale, nei rapporti con i pazienti, tra colleghi e nella leadership.

 

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Mindfulness e preghiera cristiana

 

MIDFULNESS
Raggiungere la consapevolezza di sé

Emiliano Lambiase , Andrea Marino

1ª edizione aprile 2017
Numero pagine 120
ISBN/EAN 9788892210318

Indice ed estratto su Amazon

 

La mindfulness – la consapevolezza che emerge dal porre attenzione al momento presente sospendendo il giudizio – è un atteggiamento mentale che consiste nell’uso intenzionale, focalizzato e non giudicante dell’attenzione, che nella vita quotidiana è invece sempre più distratta e inconsapevole.

La mindfulness costituisce una risposta alle difficoltà che insorgono in un’era come la nostra, dominata dalla distrazione e dalla velocità e dove lo sviluppo tecnologico ci ha resi intolleranti, insoddisfatti e incapaci di accettare i limiti.

La mindfulness affonda le sue radici nelle grandi tradizioni culturali orientali del passato e non è legata a una religione o a una determinata corrente spirituale. Per questa ragione, Emiliano Lambiase e Andrea Marino sviluppano con particolare attenzione il rapporto tra la mindfulness e la dimensione spirituale cristiana.

 

Recensioni

 

Ipersessualizzazione dei bambini

Mercoledì 8 febbraio sono stato a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, come relatore in una Conferenza sui rischi della pornografia nell’infanzia, uno di due relatori esperti in materia, di cui l’altra, Heidi Als Ringheim, è una collega danese.

Nel corso della conferenza, oltre a esporre il nostro punto di vista scientifico, frutto delle nostre conoscenze e della nostra esperienza, abbiamo ascoltato la voce di chi, dal punto di vista politico, è impegnato o chiede spiegazioni e aiuto per portare avanti questo impegno di preservare l’infanzia ai nostri figli. Un’infanzia che, da tanti punti di vista, viene sempre più negata per le richieste e le invasioni che provengono dal mondo degli adulti. Un mondo sempre più distante dalla realizzazione dei valori unicamente e tipicamente umani (cfr. il Nati per essere liberi, Edizioni Paoline), e sempre più tecnologico ed emotivo/infantile.

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Autostima e Autocompassione

Poco più di un anno fa, stanco di tanti discorsi sull’autostima da migliorare, intesa come qualcosa da incrementare ottenendo o dimostrando sempre qualcosa, a noi stessi o agli altri, mi sono messo a studiare l’argomento per capire se ero strano io oppure c’era effettivamente qualcosa di strano.

E’ iniziata un’avventura, nella quale ho coinvolto anche alcuni colleghi, che si è conclusa con la seguente pubblicazione …

Autostima e auto-compassione. Due modi diversi di relazionarsi con se stessi

Emiliano Lambiase, Bianca Elisa Lagioia, Andrea Marino, Noemi Grappone

Abstract

In questo contributo analizzeremo due costrutti psicologici: l’autostima e l’auto-compassione, secondo quanto scritto in letteratura. In particolare, confronteremo gli effetti dell’alta autostima e della sua continua ricerca con quelli l’autocompassione, evidenziando i nuovi contributi teorici che sottolineano gli effetti negativi del primo costrutto confrontarli con quelli produttivi del secondo.
Esamineremo l’alta autostima e l’auto-compassione in rapporto agli aspetti relazionali, psicologici, emotivi e di performance dell’individuo e della comunità. Nelle conclusioni apriremo uno spazio di riflessione che mira a rivalutare l’obiettivo frequente di ricercare costantemente un’alta autostima e di integrare quest’ultima con una cura di se stessi e degli altri.

Essere padre e madre oggi

Padre&Madre

 

Cantelmi T., Toro M.B., Scicchitano M., Lambiase E.

ESSERE PADRE E MADRE OGGI
Crescere i figli con equilibrio e stabilità

1ª edizione novembre 2015
Numero pagine 210
ISBN/EAN 9788821596650

Essere padri e madri oggi: è ancora possibile? Per rispondere a questo “ingombrante” interrogativo, Cantelmi ha provato a coniare un termine: genitorialità complesse. Esso aiuta a indicare situazioni “critiche” che nell’epoca definita come “postmodernità tecnoliquida” sembrano superare la cosiddetta “famiglia tradizionale”. Questo libro non ha conclusioni, ma cerca di rendere un servizio alla verità dei dati e il lettore potrà formarsi un’idea personale. Da un lato genitori tecnoliquidi, adultescenti o dello stesso sesso, dall’altro la necessità di non distorcere la realtà dei fatti, il buon senso, l’equilibrio e la solidità della famiglia tradizionale.