Autostima e Autocompassione

Poco più di un anno fa, stanco di tanti discorsi sull’autostima da migliorare, intesa come qualcosa da incrementare ottenendo o dimostrando sempre qualcosa, a noi stessi o agli altri, mi sono messo a studiare l’argomento per capire se ero strano io oppure c’era effettivamente qualcosa di strano.

E’ iniziata un’avventura, nella quale ho coinvolto anche alcuni colleghi, che si è conclusa con la seguente pubblicazione …

Autostima e auto-compassione. Due modi diversi di relazionarsi con se stessi

Emiliano Lambiase, Bianca Elisa Lagioia, Andrea Marino, Noemi Grappone

Abstract

In questo contributo analizzeremo due costrutti psicologici: l’autostima e l’auto-compassione, secondo quanto scritto in letteratura. In particolare, confronteremo gli effetti dell’alta autostima e della sua continua ricerca con quelli l’autocompassione, evidenziando i nuovi contributi teorici che sottolineano gli effetti negativi del primo costrutto confrontarli con quelli produttivi del secondo.
Esamineremo l’alta autostima e l’auto-compassione in rapporto agli aspetti relazionali, psicologici, emotivi e di performance dell’individuo e della comunità. Nelle conclusioni apriremo uno spazio di riflessione che mira a rivalutare l’obiettivo frequente di ricercare costantemente un’alta autostima e di integrare quest’ultima con una cura di se stessi e degli altri.

Essere padre e madre oggi

Padre&Madre

 

Cantelmi T., Toro M.B., Scicchitano M., Lambiase E.

ESSERE PADRE E MADRE OGGI
Crescere i figli con equilibrio e stabilità

1ª edizione novembre 2015
Numero pagine 210
ISBN/EAN 9788821596650

Essere padri e madri oggi: è ancora possibile? Per rispondere a questo “ingombrante” interrogativo, Cantelmi ha provato a coniare un termine: genitorialità complesse. Esso aiuta a indicare situazioni “critiche” che nell’epoca definita come “postmodernità tecnoliquida” sembrano superare la cosiddetta “famiglia tradizionale”. Questo libro non ha conclusioni, ma cerca di rendere un servizio alla verità dei dati e il lettore potrà formarsi un’idea personale. Da un lato genitori tecnoliquidi, adultescenti o dello stesso sesso, dall’altro la necessità di non distorcere la realtà dei fatti, il buon senso, l’equilibrio e la solidità della famiglia tradizionale.

Educazione affettiva e sessuale a scuola nell’infanzia

Nati LIberi

INDICE

Introduzione

Capitolo I – COMMENTI AGLI STANDARD PER L’EDUCAZIONE SESSUALE IN EUROPA DELL’OMS (T. Cantelmi ed E. Lambiase)
I presupposti
Gli obiettivi per fascia d’età

Capitolo II – UN SISTEMA TEORICO DI RIFERIMENTO (E. Lambiase e T. Cantelmi)
Attaccamento e sessualità
Sistema di attaccamento e comportamento sessuale
I sistemi motivazionali interpersonali
Il sistema dell’attaccamento
Sistema motivazionale dell’attaccamento e sistema motivazionale sessuale
Attaccamento sicuro
Evitamento
Ansia
Disorganizzazione dell’attaccamento
Sistemi di attaccamento e comportamenti sessuali con più partner
Metacognizione e sessualità
Coscienza
Coscienza primaria o nucleare
Coscienza di ordine superiore e sistemi motivazionali
Coscienza e responsabilità
Coscienza e libertà
Coscienza e sessualità

Capitolo III – IL PROGETTO PIONEER, UNA NUOVA PROPOSTA FORMATIVA (M. Scicchitano, T. Silvi, F. Caccioppola, G. Di Marco, M. Incurvati, G. Petrichella, V. Vichi)
Presupposti e prospettive
Rete educativa
Genitori
Docenti
Professionisti
La metodologia

Conclusione

 

ERRATA CORRIGE

A pag 163 dove c’è scritto che «pochi adolescenti sono preparati a riconoscere o regolare il desiderio sessuale e, come sottolinea anche l’Autrice, sono coloro che vivono minori soddisfazioni anche in altri ambiti di vita e corrono maggiormente il rischio di utilizzare la sessualità con modalità distorte», la seconda parte del periodo (coloro che vivono minori soddisfazioni ecc.) si riferisce non ai pochi adolescenti di cui parla la prima parte, ma ai molti che NON «sono preparati a riconoscere o regolare il desiderio sessuale».

Schiavi del sesso

schiavi del sesso Frontespizio

Dalla presentazione di Vincenzo Caretti

Il volume curato la Lambiase e Cantelmi – che da anni studiano con competenza questo fenomeno anche per i suoi risvolti comportamentali relativi al web – si avvale dei contributi di svariati studiosi e mette insieme studi originali di natura teorica ed empirica sulla Dipendenza Sessuale e sulla qualità delle prime esperienze di attaccamento come fattori protettivi o di rischio nell’esordio del disturbo. Tuttavia per quanto questa prospettiva sia di grande interesse, ricade certamente in un ambito clinico ancora molto aperto che richiede ulteriori ricerche e riflessioni cliniche a favore di uno specifico modello di intervento, a cui peraltro auspica questo volume, che al di là della classificazione diagnostica del disturbo, orienti la cura della Dipendenza Sessuale verso un processo di reintegrazione mente-corpo e di regolazione degli impulsi, ma che soprattutto permetta la nascita di nuovi sentimenti e di nuovi affetti interpersonali nella vita amorosa e sociale della persona.

Leggi la presentazione e l’indice

 

Cyberpsicologia alla LUMSA

I NATIVI digitali, la generazione iperconnessa e, ora, è la votla dei “mobile born”: sono “bambini che fin da piccolissimi, smanettando sul seggiolone, prendono dimestichezza con tablet e telefonini, e sviluppano il cervello in modo del tutto peculiare, come mostrano anche gli ultimi studi di imaging cerebrale. Si tratta di una vera e propria mutazione antropologica. Ebbene, per intercettare eventuali disagi e trovare modi efficaci di intervento su futuri uomini e donne ‘tecno liquidI’, occorre una nuova psicologia”. Così Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all’università Lumsa di Roma, illustra i motivi che hanno portato il suo ateneo ad attivare il primo corso italiano di Cyberpsicologia.

“Ne usciranno i primi 100 cyberspicologi”, prevede lo psichiatra. “Il nostro mondo viaggia verso una colossale dipendenza dalla connessione: senza, infatti, molti di noi non sanno già più trovare un ristorante, corteggiare una donna, conoscere un amico, capire i mali del mondo, informarsi o divertirsi. E chiudere una storia d’amore”.

“La dipendenza da Internet”, continua l’esperto, “sta diventando anche un modo di vivere, dunque si colloca tra patologia e futura normalità. E come cambia il modo di esprimere il disagio psichico, ad esempio in chat e sui social, cambia anche il modo di curarlo. L’era digitale segna la fine di molte forme di psicoterapia antiche. Insomma, è in arrivo una vera e propria rivoluzione in tutti i settori”.

I “mobile born”, che oggi vanno all’asilo e alla materna, saranno “futuri uomini e donne tecno liquidi”, prevede lo psichiatra, “che adotteranno schemi mentali e categorie di pensiero nuove. Lo stiamo già vedendo. E quello che sappiamo è che questi giovani troveranno normale il filtro della tecnologia. Allora perché gli studenti di psicologia non devono adattarsi, studiando la cyberpsicologia? Come è possibile ancora oggi studiare lo sviluppo del bambino, ma anche la sua salute e le patologie mentali, con categorie sorpassate, adatte alla realtà di cento anni fa?”

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