COVID-19: impatto sulla salute mentale e supporto psicosociale

Tonino Cantelmi & Emiliano Lambiase
Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale – Roma

 

A milioni di persone in tutto il mondo è stato imposto di adottare comportamenti di distanziamento sociale e di isolamento, al fine di rallentare la diffusione dell’infezione da COVID-19 e di proteggere sé stesse. Secondo tutti gli osservatori è la prima volta che l’umanità vive una situazione dovuta alla straordinaria rapidità della diffusione nel mondo dell’infezione da coronavirus, merito della globalizzazione e della maggiore facilità e rapidità con la quale ci si può spostare quasi ovunque. Gli elementi con potenziale psicopatologico sono molteplici: l’effetto traumatico dell’evento, caratterizzato da fenomenologie sintomatiche gravi e letali, soprattutto per la popolazione più fragile; il carico di preoccupazione e paure generate sia dalla possibilità del contagio, sia dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia; il potenziale effetto psicolesivo delle restrizioni della libertà conseguenti alle misure di distanziamento sociale ed isolamento adottate dalle autorità.

Recentemente, Brooks e colleghi (2020) hanno pubblicato una rassegna nella quale hanno analizzato situazioni simili vissute negli ultimi decenni a seguito di SARS, Ebola, influenza H1N1 o MERS. La maggior parte degli studi esaminati ha riportato effetti psicologici negativi, tra cui disturbi post-traumatici da stress, confusione e rabbia. I fattori predisponenti per lo sviluppo dei sintomi includevano: durata delle misure di isolamento, paura di contrarre l’infezione, frustrazione, noia, forniture inadeguate di beni essenziali (es. cibo) o necessari (es. farmaci o strumenti medici), informazioni inadeguate, perdite finanziarie e stigmatizzazione dei contagiati.

 

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Pornografia online. Correlati neurologici, processi cognitivi e comportamentali

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di Emiliano Lambiase e Tonino Cantelmi

Ad oggi sono quasi inesistenti gli studi che hanno indagato in modo sistematico
e scientificamente fondato l’eziologia della dipendenza sessuale.
In modo molto generico ci sono alcuni studi che hanno trovato un’associazione con forme insicure di attaccamento (Zapf, Greiner, Carroll, 2008), oppure ci sono le ipotesi di Carnes (Carnes, 1983/1992, 1989, 1991) che la vedevano associata a delle convinzioni di base disfunzionali che riguardavano l’immagine di sé, i bisogni di base e la sessualità. Si riteneva che queste convinzioni di base fossero radicate nel sentimento della vergogna, nato all’interno di varie forme di abuso vissuto nell’infanzia.

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Terapia cognitiva per pazienti con Disforia di Genere

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Gli Autori, Emiliano Lambiase e Tonino Cantelmi, intendono proporre un approccio cognitivo per aiutare le persone con Disforia di Genere che non intendono intraprendere percorsi medici, finalizzato ad aiutarle a vivere il loro corpo come una base sicura dalla quale sperimentare modalità di espressione della propria Identità di Genere e di realizzazione di una vita significativa. A tal fine fanno riferimento prevalentemente ai contributi dell’Acceptance and Commitment Therapy, della mindfulness e della mindfulness fondata sulla compassione.

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L’arte di essere umani

Venerdì ho tenuto la prima di una serie di quattro docenze all’interno di un mega corso di aggiornamento, biennale, per docenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori.

Nella mia prima lezione, il terzo incontro di questo corso, abbiamo parlato del percorso di maturazione che facciamo come esseri umani, dalle prime emozioni e istinti alla capacità di elaborare progetti e intenzioni che, pur considerando e includendo le emozioni, le trascendono, rendendoci capaci di agire in base a valori e significati.

Abbiamo quindi parlato della differenza tra esprimere liberamente le emozioni, e vivere le emozioni con libertà.

Abbiamo compreso quanto, molto spesso, anche quando pensiamo di essere liberi di esprimerci, in realtà stiamo ripetendo schemi e dinamiche molto emotivi appresi nella nostra storia, e che l’arte di esseri umani non è un percorso scontato e automatico per il semplice fatto di “essere umani”, ma appunto una “arte” e, come tale, se non la si allena si perde.

Dice infatti Herman Hesse: “Non vorrà mica consideare uomini tutti i bipedi che passano per lastrada soltanto perché camminano dritti e la gestazione dei loro figli dura nove mesi! Lei capisce che molti di loro sono pesci o pecore, vermi o sanguisughe. E quanti sono formiche, quanti api! Certo in ognuno di loro ci sono possibilità di diventar uomini, ma solo quanto lo intuiscono e imparano a rendersene conto, queste possibilità appartengono a loro”.

Gli uomini “animale” sono quelli presi dai loro istinti, fusi con le loro emozioni, presi a ripetere cicli relazionali votati alla soddisfazione, spesso inconsapevole, di bisogni infantili. Gli “uomini”, invece, sono quelli che pur vivendo liberamente le loro emozioni, non ne hanno fatto il loro scopo, ma le vivono mentre lo realizzano.

Ci ricorda infatti Viktor Frankl: “Noi che vivevamo nei campi di concentramento possiamo ricordare gli uomini che camminavano attraverso le capanne confortando gli altri, dando via il loro ultimo pezzo di pane … offrono una prova sufficiente che tutto può essere portato via da un uomo tranne una cosa: l’ultima delle libertà umane – scegliere il proprio atteggiamento in un dato insieme di circostanze, scegliere la propria strada».

La domanda alla quale dobbiamo rispondere con le azioni della nostra vita quotidiana, quindi, è: quale progetto di essere umano voglio realizzare?

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Riabilitazione e tecnologia: dalle app alla realtà aumentata

Oggi, insieme alle colleghe Mara Bruno e Michela De Luca, abbiamo presentato alcune attività di terapia nelle quali integriamo la tecnologia per incrementare le possibilità di cambiamento. Se da una parte aiutiamo le persone a uscire dalle dipendenze collegate all’uso di tecnologia, e siamo molto critici sull’uso massiccio, pervasivo e precoce di questi strumenti, siamo anche aperti alle nuove e crescenti possibilità che ci offrono.

 

 

Dipendenza sessuale

Arrivate proprio ora le copie del mio ultimo libro sulla dipendenza sessuale!

E’ un’edizione snella e scritta con un linguaggio non troppo tecnico, ma comunque con un taglio scientifico e un’ampia bibliografia di riferimento.

Ancora grazie all’amico Giuseppe Craparo per avermi lanciato in questa nuova avventura e ai colleghi della Comunità Terapeutica Sisifo insieme ai quali, quotidianamente, lavoriamo con le dipendenze comportamentali.

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Chi siamo: un viaggio verso l’adolescenza

E’ stato un vero piacere supervisionare la scrittura di questo libro. Anche per me, leggere le bozze e seguirne lo sviluppo è stato particolarmente interessante e gradevole. Ho atteso con trepidazione la pubblicazione e vederlo al primo posto delle vendite di Amazon è una gioia!

Grazie a Rachele Sagramoso per la sua bellissima e accurata recensione:
https://www.facebook.com/rachele.sagramoso.1/posts/322935421925164

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Corsi MBSR e MBCT

Corsi di Mindfulness (MBSR e MBCT)
Programmi di 8 settimane basati sulla Mindfulness

Incontro di presentazione gratuito
27 aprile 2018

 

Il corso Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) è un programma di 8 settimane realizzato dal Dr. Jon Kabat-Zinn presso l’Università del Massachusetts e validato da circa 30 anni di ricerca scientifica.

Tale protocollo permette, attraverso una serie di esercizi, di imparare un nuovo modo di osservare sé stessi e il mondo intorno a sé. Aiuta e gestire lo stress, l’ansia e le preoccupazioni della vita quotidiana.

Il corso Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) è un programma di 8 settimane sviluppato a partire dal più famoso programma MBSR.

L’incontro della Terapia Cognitiva con la Mindfulness doterà i partecipanti degli strumenti necessari per conoscere i processi mentali che spesso caratterizzano la depressione così da sviluppare una nuova e più funzionale modalità di gestirli.

Mindfulness significa “essere in grado di portare attenzione diretta e non giudicante a ciò che stiamo facendo mentre lo stiamo facendo: essere cioè in grado di sintonizzarci su quanto accade nella nostra mente, nel nostro corpo e fuori di noi, momento dopo momento”.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la pratica della Mindfulness può: diminuire ansia e depressione, migliorare la qualità del sonno, ridurre lo stress, aumentare l’attenzione e la concentrazione.

Inoltre, grazie alla Mindfulness, possono essere migliorati alcuni atteggiamenti come il saper vivere e gustare il presente, accettare ciò che non si può cambiare, essere più consapevoli delle proprie scelte e delle proprie azioni, allentare il giudizio costante che influenza il nostro sguardo su noi stessi e sul mondo.

  • Durata: 8 incontri a cadenza settimanale di circa 2 ore
  • Date: dall’11 maggio 2018 al 29 giugno 2018, ogni venerdì.
  • Giornata intensiva: domenica 17 giugno 2018
  • Sede: Itci, via Livorno, 45 – Roma
  • Per informazioni e prenotazioni: dott.ssa Santina Calì – 3286590097 – santinacali@gmail.com
  • Conduzione: dott.ssa Santina Calì
  • Coordinatore: dott. Emiliano Lambiase

Locandina MBSR

Locandina MBCT