Putti Simonetta (2009), Chirone. Dinamiche dell’identità di genere, Alpes Italia, Roma.

Il tema dell’orientamento sessuale egodistonico è uno dei più controversi sia per la sua concettualizzazione che per quanto riguarda le proposte di intervento e, troppo spesso, vengono assunte posizioni ideologiche e toni esasperati e polemici. Ma, come evidenzia Simonetta Putti, «in questa polarizzazione si attestano nicchie di pensiero e di giudizio in cui lo stigma perdura, spesso con conseguenze demolitive per l’integrità psichica dei soggetti non chiaramente inscrivibili nei ruoli consuetamente assegnati dalla cultura». Il libro curato da Putti esce da questa modalità comunicativa tipica dei talk show e si distingue per alcuni importanti meriti.

Non sostiene delle posizioni a priori ma è scientificamente fondato: parla di modelli terapeutici, antropologici, filosofici e di legislazione, di ascolto della sofferenza del paziente, di libertà circa la scelta dei propri oggetti di amore, di responsabilità del terapeuta di fronte alle domande del paziente, di «fiducia, rispetto, correttezza, attendibilità». Inoltre, i toni con i quali vengono presentate le idee sono pacati, senza cercare di imporle ma cercando di esprimerle e condividerle. I temi dell’omosessualità e dell’identità di genere vengono poi affrontati da più punti di vista – psicoterapeutico, giuridico, antropologico, filosofico – e da diversi autori.

La persona sofferente non viene ridotta al solo comportamento sessuale – etero o omo – o alla scelta del tipo di partner con il quale avere rapporti sessuali. Al contrario, viene data vitale importanza alle dinamiche che animano e fondano la natura e la personalità di ogni uomo internamente ed intimamente, così come quelle nelle quali è immerso esternamente.

A partire da questi presupposti la scelta che il paziente si trova a dover fare non è più, e non solo, quella di agire o meno i propri comportamenti sessuali o di scegliere con chi farlo. È,  piuttosto, la scelta di essere un Uomo e di come riuscire ad esserlo. È una scelta esistenziale e, per questo, più profonda e complessa riguardo a quella che concerne l’orientamento sessuale che, invece, ne è solo una parte. Come afferma M.M. nel primo capitolo “ciò che conta è essere un Uomo, in qualsiasi modo». Questa è una scelta ed un cammino all’interno dei quali sia i risultati che le rinunce e le sofferenze acquisiscono un senso. Sempre M. M. sottolinea come «solo di recente ho accettato la bellezza della mia esperienza relativa e la felicità anche delle eventuali sconfitte rispetto alle idee che abbiamo di noi; ho sentito e capito che bisogna amare e gioire del proprio cammino esistenziale, bisogna lasciarsi essere, affidarsi al proprio bene possibile. Allora, paradossalmente, non bisogna inseguire la chimera della perfezione o della felicità come idee astratte quanto, piuttosto, accettare , e quasi difendere, anche la sofferenza come ricchezza della nostra vita».

Il libro di Simonetta Putti ci ricorda che, quando ci troviamo a dover aiutare un paziente che vive con sofferenza il proprio orientamento sessuale è lui che dobbiamo aiutare a comprendere ed integrare le diverse dinamiche che lo costituiscono e lo animano, e non le ideologie o gli ipotetici gruppi di appartenenza ai quali è assimilabile, ad esempio, per il proprio orientamento o i propri valori.

Il libro si conclude con una magistrale postfazione di Bruno Callieri che, in pochissime pagine, trasmette l’importanza di non dare per scontate ed assolute le nostre convinzioni di professionisti della salute mentale, ma di saperci sempre confrontare con molteplici punti di vista provenienti da diversi ambiti del sapere. Ogni persona, infatti, è troppo complessa e ricca per essere riducibile e comprensibile a partire da un solo punto di vista. Come afferma Callieri «Moins on a des connaissances, plus on a des convinctions».

ACQUISTA