Dipendenza Sessuale

Tutti gli esseri umani nutrono un profondo desiderio di essere felici e trovare la serenità. Nella dipendenza sessuale la persona usa il comportamento sessuale per procurarsi volontariamente un mutamento dello stato emotivo, illudendosi in questo modo di riuscire ad ottenere la felicità e la serenità che non si riesce a sperimentare altrimenti, oppure sperando di riuscire ad ottenerla più frequentemente o stabilmente possibile non riuscendo a tollerarne l’assenza, la fatica e l’attesa implicate nella sua ricerca o la presenza di emozioni negative.
La ricerca di sesso, incluse le fantasie ed i rituali sessuali, sono quindi anche un tentativo di fuga dai propri problemi e dalle proprie sofferenze attraverso l’alterazione dello stato mentale che avviene mentre si fantastica, si ricerca o si vive un rapporto sessuale. L’euforia di questi momenti permette infatti di raggiungere uno stato di benessere e di distacco dalla realtà all’interno del quale la persona dimentica, seppur momentaneamente, tutti i suoi problemi. L’alterazione emotiva dovuta all’appagamento sessuale risulta essere, quindi, uno stato tanto emozionante ed avvincente poiché rimuove la sensazione di dolore ed angoscia e permette di sperimentare un forte stato di appagamento, di soddisfazione e di piacere.
Il distacco dalla realtà creato dal comportamento sessuale e dai rituali ad esso associati permettono ai dipendenti, almeno nelle prime fasi del processo di dipendenza, di sentirsi vivi e realizzati. L’attività sessuale può apportare un temporaneo sollievo, ma in realtà non può procurare una genuina gratificazione. Ognuno di noi vive situazioni, sofferenze, frustrazioni e ricordi che preferirebbe non affrontare. Alle volte cerchiamo di evitarli, ma la dipendenza sessuale consiste nel trincerarsi in uno stato di evasione dalla vita, per vivere in un mondo caratterizzato dal sesso. Le persone affette da dipendenza sessuale continuano a rimandare l’esame di realtà e questo comportamento li gratifica, seppure superficialmente e momentaneamente.
Quando svanisce lo stato di distacco dalla realtà che si produce durante i rituali ed il comportamento sessuale, cessa anche la sensazione di benessere, e l’individuo torna nuovamente a sperimentare il suo dolore originale, a cui deve essere aggiunta la perdita delle sensazioni di benessere illusorio dovuto ai comportamenti compulsivi. Cessato l’orgasmo, spesso, i dipendenti sperimentano, pertanto, sentimenti negativi come rabbia, odio nei propri confronti, tristezza, vuoto interiore e vergogna. Questi sentimenti e pensieri negativi, invece di essere una molla per smettere, molto spesso creano una pressione interiore per la quale il dipendente cerca di nuovo sollievo tramite i comportamenti sessuali stessi. In questo modo viene stabilito un circolo patologico di emozioni, pensieri e comportamenti che rende sempre più ingestibile la vita.
Con il passare del tempo i dipendenti iniziano a fare ricorso ai loro agiti con una frequenza sempre più incalzante. In ogni caso il dolore riappare, più intenso e più persistente, fino a raggiungere livelli di sofferenza e disperazione sempre maggiori.
Nel caso in cui il disturbo è nelle prima fasi la persona può ancora sperimentare prevalentemente sensazioni positive e piacevoli collegate alla propria vita sessuale ma, con il passare del tempo, perde sempre di più il contatto emotivo con se stesso e con gli altri, e con esso il controllo dei propri comportamenti. Mentre all’inizio il sesso è uno “strumento” attraverso il quale modificare il proprio umore, con il progredire del disturbo, diviene un “fine” rispetto al quale la persona ha perso la facoltà di decidere se ricercarlo e attuarlo, oppure no. Alla fine la ricerca del sesso diviene un rituale al quale non sono più associati i sentimenti piacevoli di un tempo ma, molto spesso, prevalentemente emozioni negative (ad esempio vergogna, tristezza o senso di colpa) oppure sensazioni di vuoto.
Lentamente si comincia a dipendere dal processo di dipendenza per ottenere una sensazione di soddisfazione, non riuscendo più a fare a meno dei comportamenti sessuali o dei rituali ad essi associati, a prescindere dai risultati ottenuti dalla loro messa in atto anzi, nonostante le conseguenze negative che ne derivano.
Il sesso e la sua ricerca divengono, quindi, i bisogni fondamentali rispetto ai quali tutto il resto viene sacrificato, comprese le persone che vengono considerate solamente come oggetti da usare. I dipendenti sessuali hanno perso il controllo sulla loro capacità di dire no, sulla loro abilità di scegliere. Il loro comportamento sessuale diviene parte di un ciclo di pensieri, sentimenti ed azioni che non sono più in grado di controllare.
Nel momento in cui un individuo inizia a ricercare nel sesso la propria stabilità emotiva, sta ponendo le fondamenta per instaurare un rapporto di dipendenza con questa attività.
I dipendenti progressivamente passano attraverso fasi nelle quali si ritirano dagli amici, dalla famiglia e dal lavoro. La loro vita segreta diviene più reale di quella pubblica. Le persone che li conoscono vedono solo una parte della loro vera identità e solo l’individuo dipendente conosce la realtà della doppia vita che conduce e della quale, spesso, si vergogna.
Nel valutare la presenza o meno di una dipendenza sessuale è inoltre importante non confonderla con la positiva, piacevole e intensa sessualità oppure con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. Alcune persone vivono degli eccessi sessuali ma sono in grado di controllarli e dir loro di no. I dipendenti sessuali hanno, invece, perso il controllo sulla loro capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale. Inoltre, tutti possono utilizzare il comportamento sessuale per entrare in intimità o ottenere la soddisfazione di bisogni non primariamente sessuali, la differenza sta nell’estensione di questo utilizzo e, soprattutto, nella perdita di controllo nonostante le conseguenze.
Riassumendo, possiamo sinteticamente definire la dipendenza sessuale come un disturbo caratterizzato dalla perdita di controllo reiterata e ricorsiva sulle fantasie, i desideri ed i comportamenti sessuali, nonostante la presenza delle conseguenze negative che la persona ne ricava. Il dipendente vive il desiderio sessuale e la sua realizzazione (nelle fantasie o nei comportamenti) come la modalità prevalente, se non esclusiva, per alterare il proprio stato mentale al fine di fuggire dagli stati emotivi negativi e/o sperimentare sensazioni piacevoli, ritenendo di non riuscire a ottenere diversamente tali risultati. Quando il soggetto non riesce a mettere in atto il comportamento sessuale può sperimentare stati di angoscia, agitazione o rabbia. Nel tempo il sesso diviene sempre più pervasivo e centrale nella vita della persona fino a divenire l’elemento attraverso il quale il dipendente ricerca e conferisce senso alla propria vita.

CARATTERISTICHE

CONSEGUENZE


I temi trattati vengono affrontati in modo più esteso ed approfondito nel libro: Lambiase E. (2009) La dipendenza sessuali. Nuovi modelli clinici e proposte di intervento terapeutico, Las: Roma.

Tutti gli esseri umani nutrono un profondo desiderio di essere felici e trovare la serenità. Nella dipendenza sessuale la persona usa il comportamento sessuale per procurarsi volontariamente un mutamento dello stato emotivo, illudendosi in questo modo di riuscire ad ottenere la felicità e la serenità che non si riesce a sperimentare altrimenti, oppure sperando di riuscire ad ottenerla più frequentemente o stabilmente possibile non riuscendo a tollerarne l’assenza, la fatica e l’attesa implicate nella sua ricerca o la presenza di emozioni negative.

La ricerca di sesso, incluse le fantasie ed i rituali sessuali, sono quindi anche un tentativo di fuga dai propri problemi e dalle proprie sofferenze attraverso l’alterazione dello stato mentale che avviene mentre si fantastica, si ricerca o si vive un rapporto sessuale. L’euforia di questi momenti permette infatti di raggiungere uno stato di benessere e di distacco dalla realtà all’interno del quale la persona dimentica, seppur momentaneamente, tutti i suoi problemi. L’alterazione emotiva dovuta all’appagamento sessuale risulta quindi essere uno stato tanto emozionante ed avvincente poiché rimuove la sensazione di dolore ed angoscia e permette di sperimentare un forte stato di appagamento, di soddisfazione e di piacere.

Il distacco dalla realtà, favorito dai comportamenti sessuali e dai rituali ad essi associati, è uno stato di distanza psicologica dalla realtà che l’individuo vive e percepisce come fonte di sofferenza, e rispetto alla quale si sente incapace di azione e, quindi, di cambiamento. Questo stato mentale permette al dipendente di prendere distanza dal dolore, dal senso di colpa, dalla vergogna e, pertanto, viene ritenuto estremamente affascinante. In questo stato mentale alterato il dipendente riesce anche sperimentare uno stato di benessere, piacere, tranquillità, oppure sentimenti di controllo, di competenza o di potere che altrimenti ritiene di non poter raggiungere o di non poter ottenere altrimenti oppure con la stessa intensità.

Il distacco dalla realtà creato dal comportamento sessuale e dai rituali ad esso associati permettono ai dipendenti, almeno nelle prime fasi del processo di dipendenza, di sentirsi vivi e realizzati. L’attività sessuale può apportare un temporaneo sollievo, ma in realtà non può procurare una genuina gratificazione. Ognuno di noi vive situazioni, sofferenze, frustrazioni e ricordi che preferirebbe non affrontare. Alle volte cerchiamo di evitarli, ma la dipendenza sessuale consiste nel trincerarsi in uno stato di evasione dalla vita, per vivere in un mondo caratterizzato dal sesso. Le persone affette da dipendenza sessuale continuano a rimandare l’esame di realtà e questo comportamento li gratifica, seppure superficialmente e momentaneamente.

Quando svanisce lo stato di distacco dalla realtà che si produce durante i rituali ed il comportamento sessuale, cessa anche la sensazione di benessere, e l’individuo torna nuovamente a sperimentare il suo dolore originale, a cui deve essere aggiunta la perdita delle sensazioni di benessere illusorio dovuto ai comportamenti compulsivi.

Cessato l’orgasmo, spesso, i dipendenti sperimentano, pertanto, sentimenti negativi come rabbia, odio nei propri confronti, tristezza, vuoto interiore e vergogna. Questi sentimenti e pensieri negativi, invece di essere una molla per smettere, molto spesso creano una pressione interiore per la quale il dipendente cerca di nuovo sollievo tramite i comportamenti sessuali stessi. In questo modo viene stabilito un circolo patologico di emozioni, pensieri e comportamenti che rende sempre più ingestibile la vita.

Il contatto emotivo con gli altri è un’esperienza fondamentale per il raggiungimento della felicità e del benessere. Il nostro cervello è programmato per instaurare relazioni anzi, la qualità del nostro sviluppo dipende proprio dalla qualità dei rapporti con altri (Liotti, 2005a; Siegel, 1999) ma, nonostante questo, entrare in contatto intimo è una cosa spesso difficile, della quale abbiamo paura. Fin da piccoli possiamo aver imparato a disattivare il bisogno di relazioni intime a causa della sofferenza che queste di provocavano. Essere dipendenti vuol dire aver sostituito la ricerca di contatto emotivo con la ricerca di contatto sessuale. In questo senso il rapporto sessuale può essere vissuto in relazione alle dinamiche  e ai bisogni di attaccamento del soggetto (Cantelmi e Lambiase, 2007). Più questo processo si perpetua, più la persona si isola emotivamente dagli altri, più aumenta il bisogno di rapporti sessuali per soddisfare dei bisogni che, non essendo primariamente sessuali, non vengono mai realmente appagati, facendo sentire di nuovo, di lì a poco, la loro pressione. Si ripropongono in questo modo, senza fine, la ricerca di sesso ed i rituali ad essa associati.

Con il passare del tempo i dipendenti iniziano a fare ricorso ai loro agiti con una frequenza sempre più incalzante. In ogni caso il dolore riappare, più intenso e più persistente, fino a raggiungere livelli di sofferenza e disperazione sempre maggiori.

Nel caso in cui il disturbo è nelle prima fasi la persona può ancora sperimentare prevalentemente sensazioni positive e piacevoli collegate alla propria vita sessuale ma, con il passare del tempo, perde sempre di più il contatto emotivo con se stesso e con gli altri, e con esso il controllo dei propri comportamenti. Mentre all’inizio il sesso è uno ‘strumento’ attraverso il quale modificare il proprio umore, con il progredire del disturbo, diviene un fine rispetto al quale la persona ha perso la facoltà di decidere se ricercarlo e attuarlo, oppure no. Alla fine la ricerca del sesso diviene un rituale al quale non sono più associati i sentimenti piacevoli di un tempo ma, molto spesso, prevalentemente emozioni negative (ad esempio vergogna, tristezza o senso di colpa) oppure sensazioni di vuoto.

Lentamente si comincia a dipendere dal processo di dipendenza per ottenere una sensazione di soddisfazione, non riuscendo più a fare a meno dei comportamenti sessuali o dei rituali ad essi associati, a prescindere dai risultati ottenuti dalla loro messa in atto anzi, nonostante le conseguenze negative che ne derivano.

Il sesso e la sua ricerca divengono, quindi, i bisogni fondamentali rispetto ai quali tutto il resto viene sacrificato, comprese le persone che vengono considerate solamente come oggetti da usare. I dipendenti sessuali hanno perso il controllo sulla loro capacità di dire no, sulla loro abilità di scegliere. Il loro comportamento sessuale diviene parte di un ciclo di pensieri, sentimenti ed azioni che non sono più in grado di controllare.

Nel momento in cui un individuo inizia a ricercare nel sesso la propria stabilità emotiva, sta ponendo le fondamenta per instaurare un rapporto di dipendenza con questa attività.

Più uno stato di dipendenza si protrae nel tempo, più vengono a mancare nell’individuo le capacità di instaurare significative relazioni con gli altri e di gestire le proprie emozioni.

I dipendenti progressivamente passano attraverso fasi nelle quali si ritirano dagli amici, dalla famiglia e dal lavoro. La loro vita segreta diviene più reale di quella pubblica. Le persone che li conoscono vedono solo una parte della loro vera identità e solo l’individuo dipendente conosce la realtà della doppia vita che conduce e della quale, spesso, si vergogna.

Lo stato di dipendenza rende quindi la persona emotivamente o realmente più isolata, e questo fa aumentare nel dipendente, il bisogno di agire per sollevarsi da questa solitudine. Ad aumentare il livello di solitudine e di problematicità delle relazioni, è il modo in cui le persone affette da dipendenza sessuale trattano gli altri. Con il progredire del problema, i dipendenti sessuali lentamente trasferiscono le loro modalità di relazione con il sesso anche alle relazioni con le persone, trattandole cioè come oggetti da manipolare nello stesso modo. Tutto ciò conduce ad un distacco sempre più profondo dagli altri, e quindi all’incremento dell’isolamento. Gli altri non vengono visti più in quanto persone con le quali entrare in relazione, ma piuttosto con le quali competere per poterne fare delle prede sessuali, per ottenere del sesso in atri modi (ad es. facendosi prestare o dare dei soldi, a volte con l’imbroglio, da utilizzare poi per delle prestazioni sessuali), oppure per ricavare altri possibili vantaggi. I dipendenti trattano gli altri come oggetti perché è così che trattano anche se stessi. Non hanno una piena consapevolezza e gestione del proprio mondo interiore, e pertanto non riescono a considerare adeguatamente se stessi e, di conseguenza, nemmeno gli altri.

Non avendo una piena consapevolezza e considerazione di sé, non riescono a prendersi adeguatamente cura di se stessi, sottoponendo le loro emozioni, le loro menti, il loro spirito ed il loro corpo a svariati pericoli e stress. Spesso questo li porta a scompensi psichici e fisici di vario livello che si aggiungono alla dipendenza.

Le persone affette da dipendenza iniziano a dare fiducia al mutamento del loro stato mentale causato dalla dipendenza per la sua coerenza e la sua prevedibilità. Avendo probabilmente imparato a non entrare in contatto emotivo con gli altri e a non fidarsi di loro, non riescono a fare affidamento sulle relazioni, ma preferiscono cercare conforto da un prevedibile mutamento dello stato mentale procurato dal sesso. Tanto più che è un mutamento che è possibile procurarsi da soli e, anche quando vissuto all’interno di una relazione con un partner, non necessita della condivisione e dell’apertura che implicherebbero il rendersi vulnerabili e, pertanto, il rischio di essere feriti.

Ciò che rende tanto seducente una relazione dipendente risiede nel fatto che procura un mutamento dello stato mentale in maniera certa. Nessuna relazione tra persone può assicurare questo tipo di garanzia.

Nel valutare la presenza o meno di una dipendenza sessuale è inoltre importante non confonderla con la positiva, piacevole e intensa sessualità oppure con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. Alcune persone vivono degli eccessi sessuali ma sono in grado di controllarli e dir loro di no. I dipendenti sessuali hanno, invece, perso il controllo sulla loro capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale.

Inoltre, tutti possono utilizzare il comportamento sessuale per entrare in intimità o ottenere la soddisfazione di bisogni non primariamente sessuali, la differenza sta nell’estensione di questo utilizzo e, soprattutto, nella perdita di controllo nonostante le conseguenze.

Riassumendo, possiamo sinteticamente definire la dipendenza sessuale come un disturbo caratterizzato dalla perdita di controllo reiterata e ricorsiva sulle fantasie, i desideri ed i comportamenti sessuali, nonostante la presenza delle  conseguenze negative che la persona ne ricava. Il dipendente vive il desiderio sessuale e la sua realizzazione (nelle fantasie o nei comportamenti) come la modalità prevalente, se non esclusiva, per alterare il proprio stato mentale al fine di fuggire dagli stati emotivi negativi e/o sperimentare sensazioni piacevoli, ritenendo di non riuscire a ottenere diversamente tali risultati. Quando il soggetto non riesce a mettere in atto il comportamento sessuale può sperimentare stati di angoscia, agitazione o rabbia.  Nel tempo il sesso diviene sempre più pervasivo e centrale nella vita della persona fino a divenire l’elemento attraverso il quale il dipendente ricerca e conferisce senso alla propria vita.

Nella definizione appena delineata sono presenti le principali caratteristiche descrittive della dipendenza sessuale: fantasie sessuali ossessive, fallimento nel tentativo di controllare i comportamenti sessuali, ricerca reiterata e ricorsiva dei comportamenti sessuali nonostante le conseguenze negative, conseguenze negative collegate ai comportamenti sessuali, craving.

A queste se ne associano altre che possiamo considerare secondarie in quanto, seppur non debbano essere necessariamente presenti per effettuare una diagnosi di dipendenza sessuale, la loro presenza fornisce informazioni importanti relativamente all’estensione e alla gravità del problema.

Nel paragrafo seguente descriveremo entrambi queste tipologie di caratteristiche.

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